I piatti tipici

I piatti tipici si legano di norma ai prodotti agricoli di stagione.

 

I primi piatti sono minestre a base di verdure e legumi o paste asciutte condite con salsa di pomodoro, all'uso antico, "con il pelato in bottiglia", preparato durante l'estate all'uso casalingo; oppure, "pasta fatta in casa", condita con l'astrattu, cioè a dire il concentrato di pomodoro essiccato al sole. Si usa, anche, spaccare ed essiccare al sole il pomodoro che poi, durante l'inverno, ripieno con un impasto di mollica, formaggio grattugiato, prezzemolo, aglio e pepe viene fritto e servito secondo la tradizione popolare contadina. Altro piatto tipico è la "pasta con le sarde" e con finocchietti di montagna, pietanza diffusa in zona, ma esito della migrazione dei palermitani.

 

I secondi piatti sono a base di carne, pesce, verdure, uova. Tra i piatti tipici si segnalano u braciuluni che consiste in un grosso involto di carne contenente: uovo sodo, lardo, pomodoro pelato, formaggio; la carni di crastu cu l'ammogghiu che consiste in un arrosto di montone su cui viene spalmata con ramoscelli di menta o di origano, una salsa a base di olio, timo, aglio, sale e pepe; o, ancora, la sasizza cu i cavuliceddi salsiccia soffritta insieme ad una verdura locale detta, appunto, cavuliceddi cotta in precedenza.

 

Da ricordare, infine, le insalate, quelle con pomodori, cipolle, ortaggi, condite con l'origano e le olive; oppure le insalate di arance.

 

Su ogni tavola si ritrovano, ancora, le forme rotonde del pane, cotto a legna, secondo l'uso di quello "fatto in casa" e dell'ottimo vino prodotto dai vigneti della valle Jato. È questo un vino robusto, forte, di buon sapore, dalla elevata gradazione alcolica, ottimo quale vino da taglio ma che si preferisce bere genuino anziché "tagliato", accompagnato, per una questione di gusto, con le cosiddette "olive conzate". Il vino può essere anche "cotto", allora è un ottimo prodotto medicamentoso contro le malattie da raffreddamento; oppure, serve come ingrediente per la confezione dei "mustazzola" tipici biscotti romboidali a base di farina di grano, mandorle tostate e miele.

 

Ci sono poi delle specialità gastronomiche legate ad una determinata tradizione locale ed ad un particolare tempo, sia di fattura che di consumo. Al periodo della vendemmia, ad esempio, sono legate i "muffuletti" detti pure "vaconza". Sono tipiche focacce casalinghe, fatte con pasta di farina di grano duro, che vengono condite, all'interno, con olio d'oliva, formaggio pecorino, grattugiato o a pezzetti, pepe e sale. C'è pure chi preferisce condirle con la sola ricotta.

 

Una volta, ai primi chiarori del giorno, percorreva il paese il "venditore di muffuletti" che con la sua "cartedda" (cesta) piena di focacce, coperta da un panno di lana per non disperderne il calore "abbanniava" (gridava): «ora ora sfurnaru i vaconza; cavuri cavuri sunnu i vaconza».

 

A novembre, durante la cosiddetta "estate di San Martino", si preparano i "sammartinelli" (tricotti), tipici biscotti che si mangiano inzuppandoli in un vino liquoroso.

 

Il 13 Dicembre ricorrenza di Santa Lucia è tradizione che, per devozione alla Santa, non si mangi né pane, né pasta. Per quel giorno si prepara la "cuccia", antica pietanza a base di grano bollito, condito con una crema di ricotta e pezzetti di cioccolato; oppure,si mangiano riso o legumi.

 

Tra i dolci delle Feste bisogna ricordare i "cucciddata" che ogni famiglia prepara durante la settimana che precede il Natale. Questi dolci sono confezionati con pasta di farina dolce, con all'interno un impasto a base di fichi secchi, nocciole, noci, cacao, vaniglia zuccata. Appena sfornati vengono smaltati con la "velata", che è un miscuglio pastoso a base di bianco d'uovo battuto, zucchero, vaniglia, cannella. Sulla "velata", infine, viene cosparsa la "paparina" che è una granella di piccolissimi confetti colorati.

 

Alla Festività di San Giuseppe sono da ricondursi le cosiddette "sfincie", che sono zeppole fritte, condite con crema di ricotta e canditi.

 

Per Pasqua, si preparano i "pupa cu l'ova" che si chiamano così perché riproducono, modellate con la pasta dolce, intorno ad un uovo sodo, figure umane o di animali.