La casa a peristilio

Lo scavo dei quartieri residenziali della città nuova si è finora concentrato su una dimora signorile con cortile a colonnati, chiamata perciò "casa a peristilio". L'edificio occupa al pianterreno 800 metri quadrati ed era dotato su gran parte della sua superficie, di un piano superiore. L'aspetto elegante della casa fa pensare a un proprietario di rango elevato.

 

A Iaitas, peraltro, esistevano, come evidenziato da altri "saggi di scavo" presenti in loco, numerose altre dimore dello stesso stile.

 

Nella pianta della casa si contano in tutto, cortili compresi, 25 vani. L'approvvigionamento con acqua potabile era garantito da non meno di 4 cisterne d'acqua piovana, in parte con copertura ad archi. La facciata della casa, rivolta a sud, era messa in rilievo da grandi blocchi di calcare, privi di funzione statica, poggianti su un muro di piccole pietre. Dallo spazio antistante il tempio di Afrodite si accedeva, per pochi gradini, al vano d'ingresso. Passato questo vano, si raggiungeva il cortile a peristilio. Da un'entrata secondaria, si accedeva al peristilio tramite uno stretto corridoio; esso stabiliva un collegamento anche con il cortile di servizio. Taluni vani dell'angolo sud-est, di livello interno più basso rispetto al cortile della casa, disponevano di ingressi autonomi. Si tratta di botteghe certo subaffittate. L'uso di alcune di esse è stato chiarito: vasche di pietra a livello del suolo attestano, assieme a resti di attrezzi caratteristici, la presenza di una "fullonica", cioè di una tintoria. Vi si lavavano e ricoloravano tessuti nuovi e usati.

 

 

Lo scavo del cortile a peristilio ha messo in luce fusti di colonna del pianoterra ancora eretti. Molti elementi archi-tettonici giacevano fra di essi in posizione di crollo. Gli elementi architettonici in calcare locale, lavorati con cura fin nei minimi particolari, sono di ordine dorico e di ordine ionico.

 

Il colonnato del cortile era a due piani. La galleria del piano superiore, con pavimento in cocciopesto, era delimitata da balaustre. L'area del cortile era dotata di un lastrico finemente levigato. Le colonne sono, nella parte inferiore, sfaccettate anziché scannellate. Gli ambienti di rappresentanza della casa erano situati sul lato nord del cortile. La caratteristica pianta, con porte e finestre decentrate, lascia intendere che i vani laterali erano sale da banchetto. Una casa greca includeva di norma almeno una sala da banchetto.

 

Al piano superiore esistevano stanze di pianta identica a quella del pianoterra: tre ambienti anch'essi di rappresentanza. In corrispondenza a quelle doriche del pianoterra troviamo qui due colonne ioniche all'entrata. Ogni sala di banchetto conteneva 9 letti, ciascuno dei quali poteva accogliere due convitati. Nelle 4 sale da banchetto dei due piani si arrivava dunque ad ospitare comodamente 72 persone.

 

Il bagno era dotato di un'anticamera e di un ambiente ausiliare. Disponeva di un lavandino, di cui non restava che il sostegno (distrutto, in seguito allo scavo, dai visitatori), e di una vasca da bagno incorporata. Il tutto non è stato rinvenuto al suo stato originale, ma trasformato. La porta comunicante con l'ambiente ausiliare è stata murata.

 

Eccezionale la presenza di una serie di vani adibiti a "bagno" privato. Bagni con vasche incorporate, in muratura, si riscontrano molto raramente in dimore private di epoca greca. Non a caso è proprio in Sicilia che ne esiste qualche altro esempio. Si tratterà di una comodità diffusa più nelle ricche zone periferiche del mondo greco che non nella Grecia vera e propria. Il muro nord della sala da bagno era attraversato dal condotto d'acqua del lavandino e da una tubatura (non più conservata) per la vasca. Al di là del muro dell'ambiente ausiliare, si constata che i condotti sboccano in nicchie con bacini, a dimostrazione della presenza di acqua corrente nel bagno, perché veniva versata a mano nei condotti! Per riscaldare l'acqua del bagno si è, anche, costruita una specie di camino al di sotto della vasca, con apertura ad arco direttamente nella sala. Nel cortile ovest, di servizio, si trova una scala d'accesso al piano superiore come pure, nell'angolo nord-ovest, il forno per il pane che si faceva in casa.

 

La grande casa a peristilio si presenta oggi amplificata rispetto alla sua pianta originale (300 a.C.). L'ala ovest che include il bagno con gli ambienti annessi e il cortile di servizio fu aggiunta in un secondo tempo (metà circa del III secolo a.C.).

 

La distruzione definitiva è avvenuta verso il 50 d.C., sotto l'imperatore Claudio.