Il teatro Jaitas

Il teatro della nuova città, largo in totale 68 m. è un monumento di grandi dimensioni. Dall'analisi della cavea risulta che v'erano 35 gradinate con una capacità di 4.400 posti. L'anfiteatro, con le gradinate disposte a semicerchio, poggiava sul pendio naturale, sottostante la cima del Monte lato; solo l'ala orientale riposava su un ammasso artificiale, in seguito franato. Le tre gradinate inferiori, di cui la terza provvista di schienale, fungevano da "posti d'onore" per magistrati, sacerdoti e ospiti della comunità. Da un ambulacro retrostante i posti d'onore si accedeva, tramite 8 scalinate, alla cavea alta, suddivisa in 7 settori.

 

 

Un secondo ambulacro facilitava l'accesso ai posti della somma cavea non conservata. I sedili oggi mancanti furono per lo più reimpiegati nelle costruzioni medievali che vennero ad occupare la zona del teatro antico. L'orchestra, lo spazio circolare destinato alle danze del coro, aveva un suolo di battuto. L'acqua piovana scolava, tramite un tombino di pietra, nel canale che passa sotto la scena. L'edificio scenico, con i caratteristici parasceni laterali, è ben conservato. Essi racchiudevano il palcoscenico, rialzato di poco rispetto all'orchestra.

 

All'interno dell'edificio scenico si sono rinvenuti numerosi pezzi di pavimento del piano superiore e tegole rotte.

 

Intorno al 200 a.C. circa, il palcoscenico è stato alzato al livello del piano superiore e protratto nell'orchestra, per adattarlo alle nuove esigenze spettacolari, secondo l'uso del tempo diffusosi in tutto il mondo greco. L'ampliamento in profondità è un tratto siciliano, adottato in seguito al diffondersi dell'architettura teatrale romana. Un ultimo ampliamento dell'edificio scenico che prevedeva, in periodo romano tardo imperiale, la chiusura degli accessi sul lato est e la costruzione di un corridoio d'accesso al lato ovest è rimasto incompiuto.