Gli scavi

L'apertura domenicale delle Case D'Alia per il mese di Dicembre è dalle 9 alle 18.

I reperti più antichi di Monte Jato sono frammenti di ceramica indigena dipinta, databile tra il 1000 e l'850 a. C.; l'insediamento potrebbe, dunque, risalire agli inizi del I millennio a.C.

 

Di questo periodo autoctono, però, si sa poco come quasi nulla è rimasto dei periodi seguenti, fino ai reperti che attestano i contatti con il mondo greco, L'edificio più antico finora noto è un Tempio dedicato ad Afrodite, costruito verso il 550 a.C.

 

Dalla presenza di materiali di importazione di origine greca, si deduce che i primi contatti, nonché il successivo insediamento dei Greci, siano databili alla prima metà del VI sec. a. C. I resti di una architettura pubblica ci permettono di valutare la consistenza di tali rapporti.

 

Per il V e IV sec. a. C. sono attestati edifici sacri, individuati a sud di quella che sarà la piazza principale della città ellenistica. Dell'abitato dell'epoca si conosce finora una casa con cortile, parzialmente a due piani, facente parte della zona abitata dai Greci.

 

Verso il 300 a.C., la città venne interamente ricostruita secondo i canoni urbanistici greci. Furono conservati, a quanto attualmente ci è dato di constatare, i menzionati edifici sacri e la casa a cortile. Fanno parte della nuova pianta urbanistica le fortificazioni, la rete viaria nonché edifici pubblici di rilievo come il Teatro e l'Agorà con i suoi portici e con il retrostante buleuterio (la grande sala per le sedute del consiglio dei cittadini, o boulé). I quartieri residenziali furono anch'essi edificati a nuovo. Caratteristiche sembra fossero le case signorili con cortile a peristilio (cioè con corte interna circondata da un portico a colonne), di cui una messa alla luce per intero e altre sono in corso di scavo.

 

Successivamente, in epoca romana (I sec. d. C.) la città principia la sua decadenza. La grande casa a peristilio e il tempio di Afrodite vanno in rovina. Gli stessi edifici sulla piazza principale e l'Agorà risultano trascurati.

 

Del resto, l'attività edilizia nel periodo romano imperiale è scarsissima. L'ultimo ampliamento del teatro greco, che prevedeva la costruzione di un corridoio d'accesso a lato dell'edificio scenico, rimane incompiuto.

 

Nonostante tutto, la vita della città continua, fino al pieno Medioevo. Del periodo bizantino ci sono pervenute talune monete emesse dagli imperatori di Costantinopoli.

 

Del momento successivo, arabo-normanno, è testimonianza un insediamento musulmano ad ovest del centro antico, nella zona dell'altopiano (non ancora toccato dagli scavi). Tra i ritrovamenti del periodo arabo-normanno sono da annoverarsi talune monete d'argento coniate da Muhammed Ibn Abbad, che fu l'ultimo dei capi ad opporsi a Federico II, e molte dimore che attestano l'importanza raggiunta da Giato in epoca medioevale prima e durante la grande insurrezione contro l'imperatore cristiano.

 

Infine, l'età svevo-normanna è ampiamente documentata da ceramiche e monete. Infatti, numerose sono le emissioni monetali con i nomi dei sovrani Enrico VI e di suo figlio Federico II.