La quaresima

Un tempo durante la Quaresima si festeggiavano i cosiddetti Sabati. Alla funzione religiosa d'un Santo preferito, oltre il Vespro e le Messa Solenne ed il Quaresimale si accoppiavano dei bei festeggiamenti, con concerti musicali e fuochi artificiali.

 

I Sabati erano organizzati per censo ed ogni ceto faceva a gara per superare l'altro.

 

Aprivano la serie dei Sabati i Sacerdoti (Sabato dei Parrini), seguivano i Maggiorenti (Sabato dei Galantuomini), poi quello degli operai delle arti e mestieri (Sabato dei mastri); quello dei piccoli proprietari agricoli (Sabato dei Burgisi); dei contadini giornalieri (Sabato dei Viddani), e delle donne (Sabato delle fimmini).

 

Ricordare quest'uso è significativo per la valutazione della stratificazione sociale presente in una società marcatamente agro-pastorale.

 

Durante l'anno sono presenti talune feste che non si legano strettamente alla Religiosità popolare ma sono altrettanto significative per il territorio.

 

Si parte dal Carnevale che ha ormai un andamento abbastanza comune, con le maschere, i coriandoli, ed i giochi di strada. Tale festività è connotata dalla presenza di un dolce assai diffuso in Sicilia, come altrove, le cosiddette chiacchiere che sono il simbolo delle "orecchie del maiale" cioè dell'animale che in questo periodo dell'anno viene sacrificato sia all'economia contadina che al piacere della tavola.

 

Poi è la Fiera di Mezzo Agosto che ripropone nella Piazza principale di San Giuseppe Jato l'antico valore di scambio delle merci che si riconnetteva con l'importanza della Festività del Santo Patrono (Maria SS. della Provvidenza). Peraltro, di recente, il Paese ha ripreso e nuovamente valorizzato una sorta di Fiera del Cavallo, tentando di evidenziare l'importanza di questo animale nell'economia complessiva della zona. Tanto più che le passeggiate a cavallo sono tra gli elementi più caratterizzanti il nascente turismo della Valle dello Jato.

 

Infine altra festa "profana" è la Sagra dell'uva che è una manifestazione che si svolge verso la fine del mese di Ottobre e che si riconnette, come la precedente, alla valorizzazione del tessuto economico del Paese. Essa consiste in un sfilata di carri allegorici, accompagnati da musiche e canti popolari. Giovani vestiti con costumi tipici e fanciulle col capo inghirlandato di pampini e tralci, completeranno il quadro coreografico che inneggia alla vendemmia. La manifestazione si conclude con l'assaggio gratuito per tutti i turisti della "Vaconza", la tipica focaccia locale condita con olio, formaggio, sale e pepe o con la ricotta, e la distribuzione del generoso vino locale.