Un' "opera d’arte"
il lavoro delle artiste

 

Introduzione

L’intervento rivolto alla riqualificazione estetica del nuovo contesto bibliotecario è stato prettamente decorativo e cromatico. Partendo dalla progettazione e dagli interventi decorativi da eseguire, il percorso è stato comprensivo anche della gestione degli acquisti di arredamento. Il tutto è stato frutto della cooperazione di aiuti provenienti da amici professionisti e dall’esperienza di vari rivenditori, grazie ai quali, si è riusciti a risolvere aspetti quali: l’umidità, l’illuminazione e la sicurezza dei locali.

 

Lo stato della Biblioteca prima dell’intervento

La biblioteca è collocata nel centro urbano del paese, nei locali della ex “Casa del Fanciullo”, situata di fronte al parco giochi e al campetto da tennis. Essa presentava locali poco accoglienti e numerosi problemi di umidità da risalita capillare e da infiltrazione piovana.

 

La "nuova" biblioteca

L’obiettivo di tale intervento di restyling contrasta l’obsoleto concetto di biblioteca, intesa non più come semplice “contenitore di libri” ma anche e soprattutto come luogo di aggregazione giovanile alternativo ai soliti punti di incontro. Pertanto, essa include la possibilità di partecipare a laboratori di vario genere e fare ricerche internet.
L’intervento di restyling ha reso i locali più accattivanti e innovativi tramite la scelta dei colori, degli arredi, dei decori e delle luci. Le pareti volutamente bianche, illuminano maggiormente le tre stanze, precedentemente buie e umide. L’ausilio dei toni del blu e del rosso impiegati sui soffitti, ne abbassano percettivamente le altezze. In questa maniera, l’ambiente si presenta ben illuminato, sobrio e piacevole.

Gli ambienti che costituiscono la biblioteca sono: il corridoio e le tre stanze.

Il corridoio, pur essendo molto lungo e abbastanza stretto, è stato reso funzionale e fatto diventare spazio lettura grazie all’inserimento di tre tavoli da lettura a ribalta, ergonomici, completati da sedute a sgabello.

Il soffitto, dipinto di rosso è stato costellato da onomatopee: scelta estetica che asseconda il nuovo assetto ludico–decorativo più consono all’odierno stile comunicativo dei giovani.

La prima stanza, accoglie il book crossing e funge da sala consultazione con postazioni computer. L’angolo del riciclo del libro (book crossing) è valorizzato da una libreria-espositore costituita da cassette della frutta dipinte. La parete frontale all’ingresso della prima sala, presenta tre pannelli decorativi di notevoli dimensioni, realizzati con tela di juta, acrilico spray, lana, feltro, lana cotta e bottoni. Essi reinterpretano, in chiave più grafica e surreale, alcuni motivi decorativi pertinenti ai ritrovamenti siti nell’area archeologica di Jato.

La seconda stanza, più ampia e più silenziosa, è la sala lettura e di ricerca. La parete frontale, con due finestrelle, ha creato parecchi problemi di umidità da infiltrazione. Tale situazione, è stata ovviata destinandovi un pannello in cartongesso distaccato dall’originario supporto murario. Esso vuol rappresentare, in maniera allusiva, una grande cerniera sul mare che ironicamente contiene tutta l’acqua dell’umidità presente nella sala. Da qui, l’inserimento tridimensionale, di un eloquente elemento di light design: il grande veliero-lampadario, sospeso sopra la reception della stanza che emerge dal fondale del precedente pannello decorativo. Il veliero-lampadario è stato curato e realizzato da un artista poliedrico veneto ormai “locale”, Walter Pegoraro, il quale, tenendo conto sia dell’estetica che della funzionalità, è arrivato a realizzare una struttura plastica giocata sugli incastri di sezioni verticali, in modo da conferire leggerezza e solidità alla struttura. Il veliero è stato progettato e realizzato interamente a mano con pannelli di pvc alveolare di scarto. L’artista, si è ispirato a Moby Dick, alla nave del capitano Achab, la “Pequod”.

La terza stanza è destinata ai bambini (spazio lettura e laboratorio). Questo luogo, è stato pensato per divenire un luogo confortevole, divertente e accattivante; ragione per la quale è stato inserito un grande tappeto con cuscini colorati, in cui i bambini comodamente possono leggere le loro storie, idealmente protetti da un grande ombrello-pupazzo dipinto sulle pareti, arricchito da un mobiles costituito da vari pupazzi tridimensionali realizzati con juta, lana cotta e feltro. Anche qui il riferimento allusivo all’acqua non è casuale. La stanza adibita per attività laboratoriali, ospita numerosi tavolinetti con sedioline.

Il logo dell’insegna, posto sia all’ingresso esterno che nel corridoio, raffigura una grande gabbia-cappello che presenta un’unica occasione di apertura: un libro aperto. Il logo, così inteso, vuol dichiarare esplicitamente la capacità che, offre la lettura, in chi vi si avvale nell’aprire le menti, liberando la creatività e la fantasia. Sotto il cappello-gabbia, il corpo del testo segna un profilo umano nel quale si ha possibilità di considerare ciascun fruitore.

 

Donatella Taormina e Nadia Campanotta